Ed ora?

Ed ora?
agosto 18 17:27 2016

Dopo un periodo elettorale intessuto di speranze e illusioni siamo arrivati al momento della verità. Da un bando all’altro si avverte che il cambio ci chiede  di guardare in faccia alla realtà.  Ma quale realtà?

Riaffiorano le illusioni che per anni si sono nascoste nella nostra vita. Si spera di nuovo di ritornare ai tempi andati,  migliori del presente. La parola cambio piace a tutti, ma in realtà non si capisce bene come dovrebbe avvenire, a destra, a sinistra, una terza via, una nuova via diversa da tutte quelle del passato. E’ una fase delicatissima che corre il rischio di toglierci una maschera di illusione per indossarne un’altra di piacevole inganno per non accettare alla cruda realtà.

Le illusioni, le vanità, sono fortemente intrecciate alla nostra vita. Da piccoli i nonni, i genitori e gli amici ci hanno illuso per farci vedere la vita migliore. Docile inganno del quale avremmo dovuto disfarci nell’età adulta e invece attorno a noi sono apparsi altri esempi di persone per bene  che hanno inventato nuovi inganni per adularci e sorridere alla vita. Persino i governi  hanno fatto da nonni illudendo i cittadini che avevano diritto  a una vita felice, senza insistere troppo sui doveri civici.

Ora  il cambio esige che guardiamo alla realtà con gli occhi della delusione del disinganno.

Allora ci sembra di sprofondare e cominciamo la nostra grande battaglia di illusi delusi, con la cruda realtà che ci circonda. Vinceremo? Certo! Ne usciremo vittoriosi se capiremo subito che il nemico non è fuori, ma è dentro di noi cominciando dalla vanità che ci ha riempito la vita bella di prima.

Succede un pò come ad un ammalato che ha un tumore e che comincia la sua battaglia con la morte fisica e morale, per risorgere  quando riesce a vincere il suo male e gli sembra di essere rinato una seconda volta. Bisogna avere la capacità di morire e risorgere almeno una volta. Questo in fondo è il succo del cambio che ci viene rischiesto.

In molti messaggi mediatici di rinascita del paese si stanno, purtroppo,  creando altri inganni pericolosi. Il paese ritornerà come agli splendori di prima…. Ma quale splendore? Quella dei grattacieli neworchini. Con questa illusione abbiamo dimenticato gli inganni che vivevamo nel paese di prima. L’abbiamo dimenticato, ma ci si illudeva di godere dei privilegi viaggiando in prima classe, quando in classe economica viaggiavano passeggeri seduti su una bomba pronta a scoppiare.  Quello era il paese di prima della rivoluzione con i suoi inganni di benessere precario, con  realtà e disuguaglianze inaccettabili. Meno male che le illusioni non sono giunte ai cinturoni esplosivi come in paesi più virtuosi del nostro. Certamente anche la rivoluzione ha portato le sue illusioni, i suoi inganni ideologici o temperamentali. Per questo il cambio ora chiama tutti a costruire su una realtà senza inganni, nuda e cruda,  necessariamente durissima.

E’ un tempo difficile, di disillusione da un lato e dall’altro, ma tempo propizio  per affrontare la realtà senza inganni e pregiudizi e senza nostalgie, realtà utopiche, e formule economiche espresse in lingue tanto sofisticate quanto ingannevoli.  Ed è il momento della realtà, del disinganno di oggi e di ieri. E’ il momento del coraggio che chiama le cose con il loro nome senza eufemismi e  dolci inganni infantili. Il cammino verso la verità è pieno di dubbi, ma non di autoinganni. I dubbi esigono un confronto sicero e autentico, più sofferto che scaltro.  Vedere con delusione la nostra vita è causa di sofferenza, ma è sempre meglio di una vita illusa. Questa sofferenza è la chiave per affrontare il cambio che a tutti viene richiesto per vedere il futuro. Ecco perchè il cammino verso un nuovo paese reale e orientato al bene comune passa attraverso la disillusione e la caduta degli dei e degli idoli che ci eravamo costruito con inganni storici ereditati  e  nostri dolci autoinganni di circostanza.

 Sembra quasi cinico affermare che questo  è un momento “favorevole”, per tirarsi su le maniche e lavorare, eppure  da qualsiasi bando lo si guardi è una verità indispensabile per vedere la cruda realtà del nostro paese e di ognuno di noi. Se saremo capaci di iniziare questo cammino avremo anche la forza di svegliare i tanti che si trovano ancora nella bolla dell’illusione e farli uscire dalla caverna delle loro ombre per vedere   la realtà e la luce del sole. La luce della verità non acceca, ma comunque  ci viene incontro la giubilare misericordia del nuovo anno, per lenire la sofferenza delle nostre reciproche e scottanti realtà interiori. Ed ora? Buona volontà!

La Redazione

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