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Noi

Noi-Revista-IncontriINCONTRI nasce a Valencia e ad averne l’idea è Padre Sante Cervellin. Padre Sante è già conosciuto all’epoca per essere un sacerdote missionario speciale, a cominciare dall’utilizzo di mezzi non proprio ordinari come quello di volare con un aereo Cesna monomotore nei posti più disparati del Venezuela per svolgere il suo ministero pastorale. E’ lui stesso il pilota e attento alla modernità pensò di estendere la sua pastorale per mezzo della stampa. Comincia così con un bollettino che vuol essere qualcosa di più di un bollettino pastorale. Non deve aver odore di sacrestia si direbbe oggi, ma deve attraverso argomenti anche non religiosi trasmettere il pensiero della Chiesa sociale sui fatti che preoccupano la famiglia e i nostri connazionali a contatto con una realtà che cambia  velocemente.

E’ subito un successo. E lo si vede dalle sue copertine che ritraggono i testimoni della realtà italovenezuelana. Possono essere figure di imprenditori conosciuti che abbiano sensibilità sociale, ma anche figure della vita quotidiana che con il loro spirito di servizio e dedizione agli altri nella vita semplice riescono a trasmettere entusiamo per la vita comunitaria. Subito si affrontano temi anche in più spinosi e alla guida della rivista si alternano direttori che pur non essendo giornalisti sanno intravvedere nella società i veri protagonisti del bene comune, persone ottimiste della vita e con i piedi per terra. INCONTRI diventa così la rivista della famiglia con notizie che aggiornano sulla realtà italiana e arriva in tutto il Venezuela e nei posti più sperduti.

Passerà poi, con sede a Caracas,  a una veste grafica più impegnativa diventando la rivista degli italiani del Venezuela e per molti anni sola accanto ai due giornali ufficiali, la Voce d’Italia e il Corriere di Caracas. A differenza dei giornali la rivista non si presta a visioni politiche  di destra o di sinistra, sceglie di rappresentare la sensibilità della Chiesa e in particolare dei Padri  di San Carlo, congregazione fondata dal vescovo Beato Scalabrini per assistere i migranti italiani all’estero. La sua idea era infatti di dare assistenza a coloro che vivono lontani dalla Patria  garantendo la presenza di un missionario, una specie di parroco all’estero per non farli sentire abbandonati dalla loro diocesi di partenza. La Rivista INCONTRI colma parte di questo vuoto  raggiungendo famiglie lontane nello stesso territorio venezuelano, rappresentando per molte familie l’unico punto di contatto con l’Italia e gli italiani in Venezuela.

Per questo le famiglie la conservano e quando entrando in una trattoria o in un albergo, anche i più sperduti, quando si intravvedono i volti della copertina di INCONTRI ci si sente subito a casa. Padre Sante i primi anni la porta in aereo e la distribuisce agli italiani aviatori che con i loro piccoli aerei formano la flotta amica di “Ali blu” l’associazione che li riunisce. Una storia che lascia traccia nelle pagine di INCONTRI e che rappresenta uno spaccato di vita italiana in Venezuela negli ultimi cinquant’anni.

Chi sfoglia le pagine di INCONTRI rivede volti conosciuti che hanno fatto la storia del Venezuela con grandi opere ma soprattutto diffondendo con il nostro stile italiano, la cultura e le tradizioni del nostro paese. Raccoglie anche testimonianze di persone buone e generose che con il loro esempio quotidiano hanno fatto la vita più serena e solidale, gente semplice che non avrebbero trovato posto nei libri di storia ma che sulla Rivista INCONTRI rivivono per insegnarci la via della semplicità e della sobrietà che hanno fatto grande un paese e che sono il miglior esempio per affrontare i momenti difficili che devono affrontare i cambi generazionali, esconomici e sociali. Questa continua ad essere la ragione del divenire di questa rivista voluta e fatta non da profesionisti dei media, ma da interpreti veri della nostra società che ci trasmettono con parole semplici la loro buona volontà di vivere meglio la condizione umana e spirituale delle nostre comunità.

E’ doveroso ricordare  oltre a Padre Sante che ora svolge il suo ministero in Argentina che ha fondato e sostenuto per molti anni la rivista insieme ad altri Padri che si sono susseguiti alla direzione Padre Didonè e Padre Massari, ora negli Stati Uniti e Padre Cogo, per ragioni di salute ora in Italia. Non possiamo dimenticare Valeriano Garbin che ha collaborato per un periodo diventando poi animatore culturale a Valencia lasciando un vuoto con la sua scomparsa.  Sarebbe lunga la lista dei collaboratori laici della rivista, testimoni nel campo economico, dell’arte e della vita sociale, fra cui le nostre autorità italiane che con i loro messaggi hanno sostenuto la nostra collettività.

A nome di tutti va sottolineata la costanza di Franco Soressi che da anni sollecita interessanti  interviste. Ci auguriamo che le nuove generazioni possano continuare questa attività di volontaria collaborazione che rappresenta il sale utile a rendere saporita e viva  la nostra comunità specialmente ora che il pensiero si diluisce nell’opinione comune del pensiero globale sempre più smorta.