47 anni! La rivista Incontri festeggia il suo compleanno

47 anni! La rivista Incontri festeggia il suo compleanno
diciembre 11 09:08 2017

Tante cose son successe e ne son mancate alcune che si sperava si compissero. Nelle pagine di Incontri ci sono entrambe: i successi e le delusioni, gli eventi di gioia e le celebrazioni meste. C’è la vita vissuta di una comunità in cammino, gli italiani in Venezuela dal dopoguerra, le loro nuove generazioni e il loro lavoro. E qui bisognerebbe aprire uno spazio significativo sul lavoro italiano in Venezuela. Il lavoro umile degli artigiani, il lavoro presiozo delle ditte specializzate, il lavoro dele grandi imprese e i servizi che hanno permetto questa attività. Il Venezuela nell’anno di fondazione 1970 della rivista Incontri vedeva ancora molte gru nelle città venezuelane in crescita e in gran parte è documentio del molto lavoro eseguito e pensato dagli italiani. Molti italiani arrivati in Venezuela negli anni cinquanta avevano già la soddisfazione di aver messo su famiglia con successo, di aver raggiunto obiettivi che in Italia sembravano impossibili quando erano partiti in nave per il Sud America.
La congregazione dei Padri di San Carlo chiamati Scalabriniani dal nome del loro fondatore, Beato Scalabrini vescovo di Piacenza, erano presenti in quegli anni a Caracas, Maracay, Valencia e Barquisimeto. Il padre Sante Cervellin era cappellano degli aviatori italiani che avevano una associazione “Ali Blu”. Alcuni italiani erano già imprenditori volanti, altri, piloti spericolati, usavano l’aereo per le disinfestazioni perché durante la guerra erano stati in aviazione. Ricordo che uno di loro era scappato con l’aereo militare ed era atterrato nel suo orto in Veneto. Gente estrosa e un po’ scavezzacollo che vivevano la natura generosa del Venezuela con altrettanta passione.
Il Padre Sante, volando, aveva capito che in un paese grande tre volte l’Italia non si poteva arrivare dappertutto nella diffusione del Regno di Dio. Lui faceva il possibile, volava a Turen, una colonia agricola fondata dagli italiani che erano venuti dalla bonifica pontina, il granaio del Venezuela. Celebrava messa e poi via volando in altre città. Alcune Domeniche issava sul suo Cesna monomotre il quadro della Madonna del Rosario e dal prato di atterraggio dove lo aspettavano gli italiani si avviava in processione verso la chiesuola per la messa domenicale.
Prete moderno che già da allora aveva i quaderni di Don Milani sul comodino. Si era chiesto in che altro modo potesse allargare la sfera d’azione pastorale e gli venne in mente di fondare la rivista Incontri. Prima nella veste di un bollettino parrocchiale, fino a una rivista con una bella copertina a colori. Già da allora sceglieva volti degli italiani fra coloro che si davano da fare con senso di comunità, per dirla in breve con la faccia di chi non guardava solo ai suoi interessi, ma esprimeva qualcosa che fosse di aiuto a chi rimaneva indietro per disgrazie, sfortune o altri ostacoli della vita. Non mancavano naturalmente volti di giovani della nuova generazione che testimoniavano con il loro sguardo, meglio di qualsiasi altro messaggio, la fioritura delle nuove leve nella nuova terra. In quelle pagine si davano informazioni e consigli, qualche panoramica sulla realtà italiana e qualche bella veduta sulle bellezze italiane, costume e tradizioni.
La rivista arrivava ovunque in Venezuela e fin dall’inizio si era notato che gli italiani la conservavano come fosse un ricordo di casa propria. Non mancava mai qualche messaggio augurale da parte delle nostre autorità italiane, ambasciatore e console e persino di autorità venezuelane che avevano cominciato ad apprezzarla per il suo impegno di facilitatore delle due culture. Conteneva articoli in italiano, spagnolo e spesso nelle due lingue insieme perché si pubblicavano articoli di persone semplici che non dominavano bene né l’italiano né lo spagnolo, pur esprimendosi benissimo nei loro concetti di saggezza popolare.
La rivista è sopravissuta a tempi difficili e di fatto ne sta vivendo uno particolarmente accidentato. In questi ultimi anni sono apparsi necrologi di testimoni importanti di vita italo venezuelana e purtroppo di amici e collaboratori affezionati. Se ne sono andati in sordina e nelle pagine di Incontri riposa il loro lascito di umanità e generosità. Le 47 copertine conservano volti noti e conosciuti dalla comunità italovenezuelana, alcuni dei quali meritano un ricordo particolare, e tutti un grande applauso per queste pagine di storia del fare italiano e del lavoro responsabile delle famiglie italiane in terra venezuelana. Sono tempi difficili che forse non vedranno celebrazione alcuna se non un caffè in redazione dei collaboratori più stretti. Sentiamo comunque il dovere della memoria per coloro che hanno reso possibile questa bella testimonianza della Rivista Incontri che racchiude i suoi 47 anni in un sentito grazie per tutti coloro che l’hanno resa possibile.
Rivista laica che racchiude messaggi cristiani nelle testimonianze di vita buona dei suoi personaggi e che da sempre conta con lo sguardo discreto e saggio di un padre della congregazione scalabrini che ci invia la sua benedizione, anche se non sempre accompagnata da una sua firma. Anche in questa occasione non manca una preghiera insieme all’augurio di pace e serenità per le nuove generazioni. Ricordiamo il Padre Sante che continua la sua opera fra i migranti nella Parrocchia San Pio X a Cordoba in Argentina e sarà lui a inviarci in questo anniversario la sua “bendiciòn” che assume carattere continentale e unisce due paesi, Venezuela e Argentina, che sono cresciuti entrambi con appasionata presenza italiana, presenza che in qualche modo unisce i due popoli nonostante distanze politiche che sembrano incolmabili. Non per noi italo venezuelani e italo argentini che abbiamo la fortuna di avere la speranza nelle nostre radici che possono fiorire ovunque e sempre. Auguri!

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