La Jolie denuncia il genocidio comunista

La Jolie denuncia il genocidio comunista
diciembre 11 09:47 2017

di Angelina Jolie con Sreymoch Sareum, Kompheak Phoeung, Socheata Sveng Phnom Penh, 17 aprile 1975. Loung è una bimba cambogiana che vive, in città, con i genitori e i suoi sei fratelli

Una famiglia agiata, benestante, grazie al lavoro del padre, funzionario governativo. Quel giorno, però, il suo mondo crolla. I Khmer Rossi, seguaci del Partito Comunista cambogiano, invadono la capitale, armi in pugno, con i loro carri armati. La gente, non capendo, li accoglie festanti in strada, ma bastano poche ore per capire il reale obiettivo. Due milioni di persone vengono costrette ad abbandonare la città, con direzione campagna. Tra questi, anche Loung e i suoi familiari, che si spacciano per operai per non finire giustiziati.

E’ l’inizio dell’incubo, anzi del genocidio. La Cambogia viene suddivisa in numerosi campi di lavoro, sfiancanti, al fine di riconvertire tutta l’agricoltura alla sola coltura del riso. Tutto è vietato. I vestiti devono essere grigi, per non fare differenze. I nuclei familiari vengono distrutti, secondo il disegno utopico di un’unica grande famiglia di compagni comunisti. Chi porta gli occhiali viene ucciso perché ritenuto intellettuale, i monaci sterminati. La proprietà privata è reato e chi assume medicine straniere è condannato con la pena di morte. I ragazzini vengono addestrati e plasmati ai nuovi valori rossi. Malattie, esecuzioni, mancanza di cibo, finiscono per decimare la popolazione. Il padre di Loung, come da titolo, viene allontanato dai campi e non vi farà più ritorno. I fratelli maggiori mandati al fronte e la madre, disperata, non può far altro che disperdere i suoi figli, nella speranza di salvarli.

Ho appena visto l’altro ieri questo gran film e lo consiglio vivamente. Una pellicola cruda che prende lo stomaco e che fa riflettere sulla crudeltà umana. Un plauso alla regista Jolie che mi fa venire un dubbio: più brava come regista che attrice? Infine la fantastica interprete principale:la bambina (Sareum Srey Moch) che in tutto il film parla poco ma le sue mille espressioni, i suoi sguardi dicono tutto: semplicemente meravigliosa!

Angelina Jolie, davvero brava come regista, racconta l’atroce genocidio comunista che portò alla morte di quasi due milioni di cambogiani in soli quattro anni. Di solito, i film andrebbero guardati in silenzio (anche se al cinema, la gente pensa di essere nel salotto di casa), ma questo vi toglierà il respiro, vi farà partecipare al dolore e al terrore di quella povera gente, vi immergerà in un delirio ideologico, lasciandovi senza parole. Una pellicola che andrebbe proiettata nelle scuole, per dimostrare come le dittature siano tutte ugualmente atroci, indipendentemente dal colore politico che le scateni.

Maurizio Acerbi

  Categorie: