Michele Scarponi: La tragedia di un campione travolto da un camion mentre si allenava

Michele Scarponi: La tragedia di un campione travolto da un camion mentre si allenava
mayo 06 16:12 2017

Si svolgeranno nel campo sportivo a Filottrano (Ancona), i funerali di Michele Scarponi, il corridore marchigiano travolto e ucciso da un furgone, mentre si allenava. Folla per tutta la giornata nella camera mortuaria dell’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona: Scarponi era composto nella bara con la divisa del suo team, la Astana; nel feretro c’erano anche i disegni dei figlioletti, due gemelli di 5 anni. Si sono stretti intorno ai familiari anche Fabio Aru, del quale Scarponi aveva appena preso il posto come prossimo capitano al Giro d’Italia, e Beppe Martinelli, direttore sportivo della squadra, oltre al presidente del Comitato regionale Marche della Federazione ciclistica italiana Lino Secchi. In tarda serata il feretro è stato poi trasferito nel Palazzetto dello sport a Filottrano, il Palagalizia, dove il fan club Scarponi ha allestito una camera ardente con una gigantografia del campione, le foto delle vittorie, le maglie del campione, e un ulivo, simbolo “delle nostre terre – spiega Niso Belardinelli, del Fan Club -, una pianta resistente al caldo e al freddo, proprio come un ciclista, che soffre di tutto e non cede”. Dell’organizzazione e delle questioni logistiche si sta occupando anche la protezione civile, dato che si pensa a un vero e proprio assalto da parte di quanti conoscevano e apprezzavano l’Aquila di Filottrano.

Era nato a Jesi, altra terra di campioni, anche se di diversa specialità, ma la vita l’aveva trascorsa a Filottrano, un comune di neppure 10 mila abitanti dove, quando non era impegnato nelle gare fuori casa, si allenava con scrupolo ogni giorno in sella alla bicicletta, macinando chilometri su e giù per le colline a lui care. Ed è qui che si è chiusa stamattina la parabola di Michele Scarponi, volto sorridente del ciclismo italiano, falciato da un furgone a pochi passi da casa. Il corridore marchigiano, ribattezzato l’Aquila di Filottrano, aveva da poco iniziato il proprio allenamento quando, poco dopo le 8, a un’intersezione tra via dell’Industria e via Schiavoni, si è scontrato con un autocarro Fiat ‘Iveco’, condotto da un 57enne del posto. Sembra che vittima e investitore si conoscessero, come è facile in una comunità piccola come quella filottranese: Scarponi percorreva la strada in discesa, il furgone stava svoltando a sinistra per immettersi sull’altra strada. Secondo i carabinieri, l’autista dell’Iveco non avrebbe dato la precedenza. L’uomo, che è indagato per omicidio stradale, avrebbe raccontato ai militari di non avere visto Scarponi, perché in quel momento aveva il sole negli occhi. Il ciclista si è schiantato sul parabrezza del mezzo, lato destro, dove è visibile una grossa ‘ragnatela’ prodotta dall’impatto del corpo..

I soccorsi sono arrivati subito, ma per Michele non c’era più nulla da fare: il suo corpo era straziato dal violento impatto. La notizia si è sparsa in un battibaleno a Filottrano, che ora piange il ‘suo ragazzo’. Un ‘ragazzo’ di 37 anni, gentile, sempre sorridente, alla mano: “Se capitava di incrociarlo per strada durante gli allenamenti – ricorda il presidente della Banca di Filottrano, Luciano Saraceni – e gli chiedevi magari di stargli per pochi secondi a ruota, così da vantartene poi con gli amici, lui ti prendeva la mano e non ti lasciava più fino a quando non si terminava il giro tutti insieme. Soltanto i grandi campioni compiono gesta di questo tipo”. “Michele era uno di noi. Era un ragazzo sempre sorridente, che sapeva coniugare le doti dei veri campioni: la semplicità e la grandezza – dice il sindaco Lauretta Giulioni -. Oggi è il giorno del dolore. Dobbiamo chinare il capo e accettare. Sono gli appuntamenti della vita”.

Scarponi lascia due gemellini di 5 anni, Giacomo e Tommaso, avuti dalla moglie Anna Tommasi, veneta di Conegliano, che su Instagram ha ringraziato tutti, raccogliendo in pochi minuti migliaia di ‘mi piace’. Una vicenda terribile che ha scosso profondamente tutti. E che rilancia con prepotenza il tema della sicurezza. “Dobbiamo sempre porre maggior attenzione alla sicurezza stradale, dei ciclisti e delle persone che stanno sulla strada quotidianamente”, ha detto il ministro dello Sport, Luca Lotti. “Non solo abbiamo approvato la legge sull’omicidio stradale – ha aggiunto – ma abbiamo anche presentato un provvedimento, con il viceministro Nencini, denominato ‘salva ciclisti’. Mai abbassare la guardia sulla sicurezza sulla strada”.

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